I critici musicali sono persone che non sanno scrivere che intervistano persone che non sanno parlare per un pubblico che non sa leggere (Frank Zappa)
shaun white

Shaun White è un polivalente, potrebbe essere il Van Basten del calcio, il Perry Farrel del rock o meglio il Fiorello della televisione.Fa tante cose e gli riescono meravigliosamente bene.Se nel suo ultimo film/video autobiografico si sono scomodati nientepopòdimenoche il Sig. Tony Hawks (messia della rampa) e Bucky Lasek (suo miglior allievo...quando non supera il maestro) un motivo dovrà pur esserci.Basta vedere il video e di motivi ne trovi più di uno.Sono stato sempre avezzo a mitizzare la categoria degli skater , ognuno ha un suo stile, ne riconosco solo uno ad esser sincero; Rodney Mullen, ma stiamo parlando del Maradona dello skate,altra categoria.Shaun White 19 anni;Campione mondiale alle Olimipiadi di Torino, testimonial 2005/2006 della Burton Snowboard ( con la quale ha prodotto tutta una sua personalissima linea a dir poco tamarra), testimonial Volcom, Baker Skateboard,Birdhouse Skateboard, T-H Skateboard, Arnette, Mountain Dew , vincitore per non so quante volte degli X Games, contest a valanga, adeso la Ubisoft gli farà anche il giochino per Ps2 e PC e chissà quante altre cose.The Shaun White Album (parafrasando il mitico album dei Beatles) è un video completo dal quale si capisce che il suo primo amore rimane (anzi è diventato) lo snow.La prima run sulla tavoletta d'acero canadese è fatta insieme a Hawks e Lasek, comica la scenetta dove i due Guru della rampa prendono per il culo il piccoletto brufoloso, poi però anche per quest'ultimo sarà gloria, chiudendo un transfer di almeno 2/3 metri tra due rampe di una certa elevatura.Certo Hawks il transfert se lo è sparato di almeno 6/7 metri tra due ramponi impossibili piantati in mezzo al deserto della california, ma ecco che il pischello ,chiuso il trick, ha il suo momento di gloria.Si sosseguono immagini di famiglia con Shaun che alla tenera età di 5/6 anni si surfa le onde della California, o quando a 10/12 incomincia a spopolare tar i contest di snowboard.Parlano tutti, da Tony Hawk al padre a alla madre, ci mancano solo la vicina di casa e lo zio del Vermont.Si prosegue con la parte snow dove S dà il meglio di sè, gli riesce tutto facile, tanto da far sembrare il tutto veramente ridicolo.Ottima la fotografia,politically correct la musica ma evitabili le cavolate del backstage, ma tant'è.Bella anche la run in skate tra le gobbe.Si tratta comunque di un talento certificato che entrerà di diritto nell'Olimpo dei più grandi in queste due discipline (nello snow c'è già entrato, ma forse non se ne è accorto).






calexico/garden ruin

E' proprio il caso di dirlo; i Calexico non sbagliano un disco.Non è facile trovare gruppi ad oggi per i quali fare certe affermazioni non si rischia di cadere nella belinata totale, eppure è così , senza dubbio.E pensare che ad un primo ascolto veloce e distratto di Garden Ruin mi sentivo di rimproverare qualcosa al duo di Tucson, anche perchè avevo già ordinato la copia in vinile praticamente a scatola chiusa e lo spettro della sòla cominciava a farsi largo.Del resto con i Calexico ho sempre fatto così, come per i Motorpsycho, vado-ordino e ritiro nella completa fiducia.Cosa sia stato a procurarmi quella prima impressione credo di averlo capito al secondo ascolto.I Calexico hanno abbandonato quella formula cara ai ritmi della colonna sonora di frontiera, quella di confine tra la CALifornia ed il mEXICO con sonorità calde e avvolgenti a volte velate da un ipnotismo mescalinico, le ballate messicane trombeggianti con la chitarra sudamericana.A volte il tema però ritorna anche se Garden Ruin risulta più intimista e se l'HTML ci assiste magari riesco anche a metterlo nel blog.In definitiva inversione di marcia, gran disco pensato e suonato, nulla fuori posto, energìa quando richiesta e tranquillità a buone dosi senza creare attrito tra i due generi.Questo che a prima vista appare come un gruppo "indipiendente" non è altro che una costola dei forse più conosciuti Giant Sand e proprio di quest'ultimi rapina forse la parte più indie e post-rock tanto da risultarne poi in effetti la sua bellacopia.Garden Ruin è un disco che si lascia ascoltare anche più volte di seguito, del resto è un disco d'atmosfera, da matter su in una di quelle sere post-pre-malinconìa che spesso capitano e di cui non si può più fare a meno.Se poi si sceglie la copia in vinile si viene in possesso dell'oramai misterioso Download Code grazie al quale è consentito scaricarne la versione in mp3 senza sconfinare nell'illegalità; uno strano connubio tra vintage vinilico e tecnologia open-mind. Il Sacro e Profano che non guasta mai.
kirlian camera - days to come
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